ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA 2003/04

RIEPILOGO ULTIM' ORA GIRONE DI ANDATA CAMPIONATO 2003/04

 

IL GIORNO DEL "PORTIERE DI NOTTE".  Nella vittoria di misura sul Barcellona risulta decisiva la buona prestazione del "portiere di notte" Marco Ballotta schierato a sorpresa al posto del titolare Frey. Errore dal dischetto del "codino" per i blaugrana.    (21/09/03, 1° giornata di Campionato).

Barcellona sconfitto di misura nella prima giornata del campionato 2003/04, ma sinceramente, la prestazione della Phoenix non è stata eccezionale ed il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto (Barça 65,5 !).

La Phoenix si schiera con uno spregiudicato 4-3-3 di fronte ad un Barcellona che, orfano di Vieri, presenta Adriano unica punta effettiva ,col rientrante Roberto Baggio a supporto. E la scelta di mister Accardi non si rivela particolarmente felice poiché dei tre davanti l'unico ad essere veramente pericoloso è il goleador di giornata Chevanton. Decisamente fuori partita invece Montella e Martins: entrambi all'insufficienza aggiungono anche una bella ammonizione. Ma i fattori decisivi, nella fantapartita, sono stati, indubbiamente, 3. 

Primo. Giocare in casa (+2).

Secondo. La decisione, in casa Phoenix, di affidare la porta al secondo portiere Marco Ballotta: il fatto che il titolare Frey fosse impegnato, nella partita di serie A del Parma, in casa della Lazio, ha fatto propendere il mister per l'opzione Ballotta. La trasferta del suo  Modena ad Ancona è sembrata più favorevole rispetto al gravoso impegno del francesino. Risultato: il "Portiere di notte" (soprannome datogli per il fatto che le sue squadre di club lo schieravano titolare solo nelle coppe che, generalmente, si giocano alla luce dei riflettori) prende un buon 6,5 subendo un solo gol, quindi 5,5 di punteggio effettivo e -1 sottratto agli avversari. E se ci fosse stato Frey? 5,5 il suo voto con 2 gol sul groppone vuol dire 3,5 di punteggio e un regalo di +1; che avrebbe consentito al Barcellona non solo di pareggiare ma di sfiorare la vittoria. Grande merito a Ballotta quindi. 

Terzo: Il clamoroso errore dal dischetto dello specialista Baggio. Nell'abbuffata di gol di Brescia-Reggina (4-4!) è stata una vera fortuna per la nostra Phoenix che Roberto non solo non abbia segnato, ma abbia addirittura fallito un penalty (-3 al posto di +3 sono 6 punti in meno!). Se il codino avesse segnato, a questo punto, il Barcellona, che già aveva mandato in rete il fuoriclasse Adriano, avrebbe meritatamente vinto. 

Portiamo a casa i primi tre punti senza troppi complimenti quindi e, dato il giusto onore al Barcellona di Lenzi, salutiamo i nostri tifosi con un motto: la fortuna aiuta gli audaci...ma sarà stato proprio così?

 

ASSOLO DI SANTANA.  Ovviamente non parliamo del grande chitarrista Carlos, ma del piccolo centrocampista Mario Alberto che con le sue scorribande sulle fasce è stato una vera e propria spina nel cuore della difesa della Logobarda. Suo il gol vittoria.  (28/09/03, 2° giornata di Campionato).

Nella domenica del black-out, una luce illumina la giornata dei tifosi della Phoenix: il gol gioiello di Santana che permette alla nostra squadra di passare sul difficile campo della Longobarda. Ma proviamo a ricostruire i momenti cruciali di questo fine settimana molto particolare. 

La totale assenza di corrente costringeva tutti i palermitani (a Palermo la "luce" è tornata verso le 19:00) appassionati di calcio ad incollarsi ad una radiolina a batterie...così è stato per il presidente Phoenix. Addirittura il black-out nazionale metteva in pericolo lo svolgimento di alcune partite di serie A, Roma-Ancona in particolare, poi regolarmente disputatesi. E proprio la partita dei capitolini era sotto stretta osservazione alla Phoenix; il nostro leader Montella, dato ufficialmente per non convocato e quindi da noi non schierato , appariva magicamente sulla panchina romanista. E' chiaro che dovevamo fidarci delle capacita di recupero dell' aeroplanino. Infatti nel secondo tempo di Roma-Ancona, neanche il tempo di uscire dall' hangar che vi è il decollo. Motella subentra a Carew e gol. Peccato non averlo messo. La Phoenix schiera invece la coppia Martins - Chevanton. Altra beffa: il primo prende s.v. il secondo nemmeno gioca. Vengono rilevati dai due arieti Bonazzoli e Ventola; inoltre nemmeno quest'ultimo parte titolare nel Siena, ma subentrato a Lazetic nella prima parte del primo tempo, prende un bel 6 evitando il peggio. 

In ogni modo la Phoenix controlla bene la fantapartita potendo contare su un centrocampo ed una difesa ottimamente organizzati. Il reparto arretrato, ben retto da un Sensini in forma e da un Mancini incontenibile sulla destra prevale sugli opachi attaccanti longobardini. Anche a centrocampo la superiorità numerica si trasforma anche in superiorità tecnica. Taddei e Santana imperversano sulle fasce, D'Aversa e Ledesma, in mediana,  non vengono messi in difficoltà dagli avversari che, con Emre e Camoranesi in difficoltà, si basano sul solo Pecchia. Gli attaccanti di scorta Ventola e Bonazzoli possono permettersi di vivacchiare. Ci pensa Santana, stantuffo prima a destra, poi a sinistra, a siglare il prezioso vantaggio. L'argentino viene catapultato in campo grazie all' assenza di Tedesco. E come tutti i campioni si fa trovare pronto. E il suo gol dà grande soddisfazione a tutto l'ambiente Phoenix che, dopo averlo ammirato più volte dal vivo, ha deciso di puntare fermamente su di lui (preso a ben 17 crediti). E le stesse volate nei corridoi laterali con cui aveva ammaliato il pubblico di Palermo le sta ripetendo nel Chievo. Con una differenza. Un volpone come Del Neri gli sta anche insegnando a tirare in porta, cosa che in rosanero non gli riusciva troppo bene. 

 

PREZIOSO MARTINS.  Finisce 1-1 il match casalingo con la Isnello; il gol della Phoenix porta la firma del giovane Oba Oba Martins. Il pari è sicuramente il risultato più giusto per una gara che vedeva le due squadre affrontarsi per la prima volta da "gemellate",   

(05/10/03, 3° giornata di Campionato).

 Il primo scontro tra Phoenix e Isnello, dopo il gemellaggio costituito questa estate tra le due società, era molto atteso: e l'esito ha forse deluso coloro che sia aspettavano una gara aspra e accesa, magari condita da qualche polemica così da poter commentare sarcasticamente con frasi del tipo"altro che gemellaggio, questi se le danno di santa ragione". Invece la partita si è conclusa con un serafico 1-1 che può accontentare entrambe le parti. La formazione di Carmelo Di Gesaro coglie infatti un punto sul campo dei campioni in carica, fino a quel momento ancora a punteggio pieno. Noi della Phoenix accettiamo con soddisfazione la divisione della posta, tenendo conto anche del risultato dello scorso anno quando la stessa Isnello era venuta a vincere sul nostro campo con un rotondo 0-5, risultato che resta la più cocente sconfitta interna subita dalla Phoenix. Inoltre l'attacco della Isnello presentava tre tipi piuttosto pericolosi come gli ex Bazzani e Chiesa (che l'anno scorso realizzò proprio contro di noi una doppietta) e l'odiato Pippo Inzaghi attualmente in uno stato di grazia tale da fare invidia allo Schillaci di Italia '90. Ottimo risultato quindi il fatto che solo quest'ultimo sia (immancabilmente) andato a segno. Gli ex (forse presi dall' emozione di calcare il campo che li ha visti sbocciare) si sono invece un po' smarriti.  

L' attacco della Phoenix vede invece titolari Bonazzoli e Martins che fanno coppia per la prima volta in assoluto. E se l' ariete reggino, a sorpresa in campo in luogo dell' infortunato Montella, non si è segnalato per conclusioni degne di nota, il giovanissimo nigeriano è stato il protagonista assoluto tra i phoenixiani in campo.  I suoi continui scatti su lanci in profondità hanno messo in seria difficoltà la pur buona retroguardia della Isnello guidata da un implacabile Stam. E in una di queste "volate" Martins ha difeso palla da un tackle deciso di un avversario e con una conclusione secca ha trafitto il portiere riguadagnando il pari. la Isnello era passata invece in vantaggio su girata di testa di Superpippo che allineato alla barriera avversaria girava beffardamente in rete la punizione di un compagno. 

A questo punto la gara si assopiva e le due difese, in cui spiccano le prestazioni, rispettivamente, del portiere Frey e, come anticipato, del difensore Stam, contribuivano a far in modo che il risultato con cambiasse più. 

La settimana appena trascorsa il fantacampionato ha riposato dando spazio alle partite della Nazionale maggiore  e dell' Under 21 con l' Azerbaigian. Entrambe hanno vinto (3-0 la Trap, 4-0 la Under) qualificando l' Italia ai rispettivi campionati Europei. Segnaliamo con soddisfazione le ottime prove dei nostri Zaccardo, autore anche di un gol,  e Cannavaro nell' Under del C.T. Gentile.  

Tra soli 3 giorni (oggi 16/10) riparte il nostro fantacampionato: ci aspetta un' altra partita infuocata, il derby con la Eagles !!! 

 

IL TANGO DI NESTOR L'ETERNAUTA.  Il protagonista assoluto del successo per 2-0 sulla Eagles è lui. Un atleta che per cui gli anni sembrano non passare mai, tanto da meritarsi il soprannome di "Eternauta", il viaggiatore dell' infinito di un noto fumetto argentino. Perfetto in difesa, letale in attacco Sensini non ha lasciato scampo alle "aquile". Di D' Aversa il gol della sicurezza. 

(19/10/03, 4° giornata di Campionato).

 Torniamo a casa con un buon successo dal difficile derby con la Eagles. Si, derby "difficile". Infatti per la Phoenix non è mai stata in discesa la partita con la l'altra squadra di casa "Accardi". E anche quest' anno il match "fratricida" (beh forse sto esagerando...), a dispetto del punteggio rotondo di 2-0, ha riservato parecchie insidie. La Phoenix azzardava le 3 punte e, come già avvenuto nella gara di apertura col Barcellona, se ne doveva pentire. Dei tre componenti del reparto avanzato, solo  Chevanton scendeva regolarmente in campo. Martins e Montella davano forfait in extremis. Il primo relegato in panchina da Cuper in Brescia-Inter (per Recoba....bella scelta!) , il secondo non recuperava da un infortunio muscolare e non veniva nemmeno convocato. I panchinari pronti a subentrare erano Bonazzoli e Ventola. E qui abbiamo rischiato grosso. Infatti l' ex interista ora al Siena veniva tenuto in panchina da Papadopulo per tutto il 1° tempo di Reggina-Siena. E proprio da questa partita arrivava la notizia del gol dell' amaranto Mozart, che stavolta noi abbiamo schierato solo come seconda riserva di centrocampo. Tra goleador in serie A da noi tenuti in panchina e tra giocatori titolari Phoenix in panchina nelle squadre di A ce la vedevamo brutta. La prima svolta arriva grazie al giocatore di maggiore esperienza, Nestor Sensini. Il veccho leone argentino torna a ruggire in area avversaria ed il suo gol è per la Phoenix un vero toccasana. Già parecchie altre volte Sensini ci aveva letteralmente tolto le castagne da fuoco, unendo ad una magistrale interpretazione del ruolo naturale di difensore, un innato fiuto del gol messo a frutto nelle sue fulminee apparizioni in area. Ormai il suo colpo di testa in mischia ha fatto scuola. Ma ciò che stupisce di più è il fatto che più passano gli anni, da 16 è in Italia da 7 alla Phoenix, più la sua verve sembra aumentare: ci sembra azzeccato infatti per lui il soprannome di "Eternauta", il "viaggiatore dell' infinito" protagonista di un noto fumetto, di grande successo, scritto e ambientato proprio nella sua Argentina. Il grande Nestor sembra infatti non avere età,  e prosegue il suo infinito viaggio attraverso i campi da gioco di tutto il mondo incontrando non solo ruvidi attaccanti da stoppare, ma anche l'affetto di tanti tifosi a cui ha saputo regalare emozioni con le sue imprese.  Eterno Sensini. L' ingresso in campo di Ventola nel suo match di serie A ci dà la quasi certezza di giocare in 11 (come poi ci confermerà la lettura della Gazzetta). Uno strepitoso Frey  blinda inoltre la nostra porta, il che, unito alla cattiva giornata della difesa della Eagles, ci permette di condurre in porto una comoda vittoria addirittura per 2-0. Il secondo gol è del promettente centrocampista D'Aversa (6,5).  Quinta giornata in casa della Juventud. 

 

DON RODRIGO E I BRAVI...RAGAZZI.  Con un istantaneo uno-due della coppia sudamericana Taddei Chevanton, la Phoenix passa sul campo della Juventud. La formazione di Alex Brucia accorcia le distanze grazie a Simone Inzaghi. Ma decisiva per la nostra vittoria è stata la disastrosa prestazione del portiere juventudino Antonioli.(26/10/03, 5° giornata di Campionato).

Don Rodrigo disse: "questo matrimonio non s'ha da fare!!" ...e decise di occuparsi in prima persona della faccenda. Così Rodrigo Ferrante Taddei segna, con una giocata da brasiliano puro, il primo dei due gol con cui la Phoenix espugna il campo della Juventud, mandando a monte il programmato matrimonio tra la squadra di Alex Brucia e la vittoria. I tre punti invece si sposano perfettamente con una Phoenix corsara che, unendo propri meriti a demeriti dell' avversario, coglie la seconda vittoria su due trasferte affrontate. Ma, come da tradizione, "Don Rodrigo" non ha agito da solo ma, da vero uomo-squadra, ha cercato l' essenziale collaborazione di una scatenata orda di "bravi". ...bravi ragazzi intendiamo. Passata in vantaggio grazie a Taddei, la Phoenix trova il gol della sicurezza grazie ad un altro dei tanti sudamericani della sua rosa. E' Ernesto Chevanton ad firmare il raddoppio che manda Ko la compagine juventudina. E questo gol si può davvero considerare una "bravata" ; infatti Chevanton non doveva nemmeno essere in campo. Ma l' assenza del capitano Montella (s.v.) trasforma l'uruguaiano da prima riserva a seconda punta (a fianco del panzer Bonazzoli) e..secondo marcatore! Ma abbiamo parlato di un' "orda di bravi". Ecco allora Sebastian Frey : con le sue parate ha chiuso la saracinesca lasciando fuori le punte della Juventud; e come non citare iI centrocampista D' Aversa che attuando una sapiente copertura ha permesso alla Phoenix di mantenere il vantaggio dopo che Simone Inzaghi aveva accorciato le distanze a metà secondo tempo. Ma, sicuramente, le bravate più gravi sono state commesse non da un giocatore phoenixiano...ma da colui a cui la Juventud si affidava, a sorpresa, in questa delicata partita, per mantenere la propria porta inviolata: Francesco Antonioli. La decisione di lasciare fuori il titolare Toldo (probabilmente sperando in una goleada di Totti in Inter-Roma di A) è come se avesse lasciato di stucco prima di tutti lo stesso Antonioli.  E a lui attribuiamo il ruolo del "dottor Azzeccagarbugli".  Infatti, non ne ha azzeccata una e non ha fatto che ingarbugliare una situazione che per la Juventud, senza di lui in campo, poteva essere invece semplice, facile. Con i suoi tre gol sul groppone e il suo 5 in pagella (che costa i due punti decisivi regalati) ha trasformato quella che per gli azzurro/celesti era una tranquilla vittoria, in una rovente sconfitta. 

E' certo infatti che, senza il fattore Antonioli, la nostra versione dei Promessi Sposi avrebbe avuto un finale ben diverso. E ammettere ciò vuol dire riconoscere la forza di una Juventud che sicuramente in Campionato tornerà a dire la sua.

Ma per la Phoenix il prossimo pericolo è dietro l'angolo: domenica prossima arriva la Clinton!

 

VENDETTA CLINTON / RECOBA.  La migliore prestazione della Phoenix coincide con la prima sconfitta in campionato. Beh, anche questo è il bello del Fantacalcio. Un buon Montella ed uno strepitoso Chevanton non bastano. La Clinton del rigenerato ex, Recoba, ha la meglio per 1-2. 

(02/11/03, 6° giornata di Campionato).

La Clinton si conferma avversaria dalle mille risorse. Nella domenica in cui, apparentemente, le cose sembravano mettersi per il meglio per la Phoenix, arriva per mano sua il colpo di coda finale, tanto inatteso quanto distruttivo. I calcoli fantacalcistici non lasciano dubbi: 71,5 per noi, 72, 5 per l' armata Macaluso e la beffa è servita. Prima sconfitta in campionato, interna per giunta, e marcia interrotta. Ma attenzione: la parola beffa non deve far pensare che la vittoria dei nostri avversari sia giudicata, in casa Phoenix, immeritata. Anzi! Anche il lettore più distratto, dando una sbirciatina agli ottimi voti della Clinton, in cui il 7,5 più gol di Recoba non è che la ciliegina sulla torta, giudicherà più che meritata l'affermazione del Premier-team. Ma, allo stesso tempo, non possiamo non sottolineare come un semplice mezzo punto in più, se elargito dai severi redattori della "rosea dello sport", avrebbe potuto riequilibrare i due piatti della bilancia o addirittura, se il mezzo voto in più andava ad un difensore o al portiere fenicsiano, farla pendere dalla nostra parte dandoci la vittoria  (2-1  72-71,5) rispedendo la beffa al mittente. La vittoria, si. Che, prima del posticipo della domenica sera,  per la Phoenix pareva ormai acquisita. Il pomeriggio calcistico aveva visto andare in gol Montella per una volta e Chevanton addirittura per due; i due gol incassati da Frey potevano essere ben assorbiti grazie al +2 casalingo. In casa Clinton solo un -1 per Sereni fino a quel punto. Ma, come detto, il bello del Fantacalcio è anche questo: finchè c'è vita c'è speranza. Ecco allora che in serata arriva una strepitosa prestazione del Chino Recoba, che, forse inconsciamente astioso nei nostri confronti per essere stato scaricato dopo la vittoriosa stagione 15, ha deciso di sfoderare proprio contro la sua ex squadra i colpi migliori. E, arrivando al mattino seguente, basta leggere i voti gazettiani per intuire il probabile sorpasso. Phoenix a scatafascio con il 4 di "Don Rodrigo" Taddei e i 5,5 a Sensini, Mancini e Tedesco; Clinton sugli scudi grazie a una difesa divenuta impenetrabile ed un centrocampo superstar guidato da Gattuso (7). L'amaro (per noi) ma giusto verdetto è dunque Phoenix-Clinton 1-2 e meritata vendetta di Salvo Macaluso dopo gli ultimi trofei persi sul filo di lana proprio contro la Phoenix.  Conferma che quando si incontrano Clinton e Phoenix, ormai una classica, nessuna delle due può mai stare tranquilla. 

Ma è ora di voltare pagina e pensare al prossimo impegno che ci vedrà far visita ad una delle squadre più in forma del momento, la Procidese.

 

FEBBRE DA MANCINI.  Il magico colpo di tacco di Alessandro Amantino Mancini ha scatenato l' entusiasmo nell' ambiente Phoenix. La grande giocata del fuoriclasse brasiliano ha lenito la delusione per il pareggio la Procidese (era in 10) e per la perdita della vetta della classifica a favore del Barcellona. Con lui, Taddei, Cesar, Mozart è Phoenix do Brasil...(09/11/03, 7° giornata di Campionato).

Domenica nove Novembre duemilatre, ore 22,15 circa: va in onda il Calcio. Alessandro Amantino Mancini, con un fantastico colpo di tacco volante, mette a segno il  gol che permette alla Phoenix di pareggiare in casa della Procidese. Un gol da annali del calcio, da vedere e rivedere, la cui importanza va ben oltre il punticino guadagnato. In casa Phoenix si respira infatti aria di vittoria. Ugualmente. Si, perchè il campo ha dato conferma ad una delle tante scommesse del mercato estivo.  Mancini ha messo in mostra un classe innata:  dietro la  maschera da "difensore di fascia destra" si cela un fuoriclasse dotato di giocate e colpi degni del miglior Zico o Ronaldo che dir si voglia.  Da Brasiliano con la B maiuscola. Ovvia l' euforia nel team di via Toselli: "è un onore poter annoverare tra le nostre fila un giocatore del livello di Mansini; su di lui abbiamo puntato ad occhi chiusi" è la dichiarazione ufficiale rilasciata al sito dalla società.  

Quindi passano via senza lasciare troppi strascichi il pareggio contro una Procidese ridotta in 10 e la conseguente perdita della leadership a vantaggio del Barcellona.  

Sulla gara con la Procidese possiamo mandarla in archivio con un mix di soddisfazione e rimpianto: perchè se dobbiamo ammettere che in 11 la formazione del Presidente Procida ci avrebbe sconfitto, è anche vero che contro una squadra in inferiorità numerica speravamo in qualcosa di meglio (che sarebbe arrivato schierando uno tra il deb di lusso Sicignano e il goleador Ledesma, ma, ahimè, l'intuizione vincente c'è mancata). Complimenti quindi alla Procidese che ha pienamente meritato almeno un punto. 

Chiudere il girone di andata al secondo posto, a due punti dalla vetta,  è un buon punto di partenza per affrontare il girone di ritorno; specialmente pensando a come la Phoenix lo aveva chiuso la scorsa stagione.