ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA ULTIM'ORA 2003/04
RIEPILOGO ULTIM' ORA GIRONE DI RITORNO CAMPIONATO 2003/04
PAREGGIO FIRMATO OBA OBA. Nel big match della 1a di ritorno, spumeggiante pari tra Barça e Phoenix. Le reti della nostra squadra portano le firme di Pinzi e di Oba Oba Martins. Pur nella consapevolezza di aver avuto l'occasione di vincere la gara, il pareggio ci tiene agganciati al trenino scudetto.
(14/12/03, 8° giornata di Campionato).
Un 2-2 è un risultato che se non permette a nessuna delle due squadre di gioire per aver conseguito bottino pieno, è comunque un chiaro segnale di buona salute per entrambe le contendenti. Spiegazione che si adatta a pennello per la partitissima dell' ottava giornata della Sammy Giammalva, quella tra Barcellona e Phoenix. La nostra squadra si presentava sul terreno avversario consapevole di non poterne uscire a mani vuote senza veder allungarsi a dismisura la distanza dalla vetta detenuta dallo stesso club blaugrana. Col coltello tra i denti, Phoenix a testa bassa in avanti sin dai primi minuti. E la pressione sfociava nel bel gol di Pinzi che, con una cannonata da fuori area, sorprendeva De Sanctis. Il pari del Barça giungeveva pochi minuti dopo grazie all' opportunismo del neoarrivato Margiotta che, servito nell' area piccola, metteva in rete. Andava vicinissimo all' 1-2 Tedesco, ma in extremis la difesa del Barcellona salvava un gol già fatto. Ecco, nella ripresa, salire in cattedra Martins: le sue ripetute accelerazioni mettevano in forte crisi la retroguardia avversaria. In una di queste, su traversone di Chevanton, Oba Oba, sbucando dalle retrovie, appoggiava in rete. E a questo punto la Phoenix sperava di portare a casa il risultato. Ma, proprio due dei giocatori che in altre occasioni erano stati decisivi, risultavano i peggiori in campo per la Phoenix. Una palla persa da Mancini permetteva a Vieri di tentare un pallonetto che sorprendeva nettamente Frey: è il 2-2. Inutile il forcing finale dei gialloblu: nonstante Tedesco, Chevanton, Martins ci provino in tutte le maniere, il risultato non cambierà più. Il Barcellona, sostenuto in maniera decisiva dal suo pubblico, ha chiuso a doppia mandata la porta di De Sanctis mantenendo il meritato pari. Nonostante il pareggio sia un risultato tanto giusto, quanto soddisfacente, resta il rimpianto per un "colpaccio" che sembrava comunque a portata di mano. In classifica, pur superata dalla Clinton, che ha colto i tre punti con la Isnello, Phoenix a due punti dalla vetta e ben agganciata al trenino scudetto.
PHOENIX OPACA, BRILLA SOLO NESTOR. Con due soli pareggi in 4 partite tra campionato e coppe si chiude un periodo festivo da incubo per la Phoenix. Unica nota positiva le grandi prestazioni del sempre verde Nestor Sensini che con 2 suoi gol ha reso meno pesante il passivo con la Longobarda in campionato e, in Fantachampions ha regalato il preziosissimo pari con l' El Diablo Real.
(21/12/03, 9° giornata di Campionato).
L' ultimo turno di campionato del 2003 vedeva la Phoenix ricevere il fanalino di coda Longobarda. L' impegno poteva sembrare a prima vista accessibile e probabilmente è stato preso sotto gamba. La Longobarda è infatti scesa in campo per giocarsi la partita, determinata a fare risultato. Chiunque avesse assistito alla partita senza conoscere la classifica, ne avrebbe indubbiamente concluso che è il team del neomister Beppe Iachini ad avere ben 9 punti di vantaggio sull' avversario, e non il contrario. Veniamo alla cronaca: la Phoenix appare fin dall' inizio troppo rilassata, quasi convinta che la vittoria sia un dono che deve provenirgli dal cielo e non qualcosa da guadagnarsi con la corsa e il sudore. Frey è costretto agli straordinari sulle incursioni degli scatenati Di Michele e Cossato. Il gol è nell' aria e non tarda ad arrivare: straordinario lancio di Cozza che mette Di Michele a tu per tu con Frey; il nostro portiere, in disperata uscita, sfiora il miracolo, ma l'attaccante longobardino è lesto a riprendere palla ed a depositarla nella porta sguarnita. E' il giusto vantaggio. La nostra reazione è tutta il un tentativo di Chevanton da fuori area che Pelizzoli neutralizza. Nella ripresa tutti i tifosi accorsi allo "Stadio della Fenice" non attendono che il riscatto dei propri beniamini. Invece il copione non cambia: la Longobarda non intende minimamente gestire l'esiguo vantaggio e continua a creare gioco. Paradossalmente è la Phoenix ad agire in contropiede, ma il generoso Chevanton, pur rendendosi più volte pericolo, non trova mai lo spunto vincente. E, dopo l'ennesima occasione sprecata, il raddoppio degli ospiti è la logica conseguenza. Su cross da sinistra di Di Michele, indecisione di Diamoutene che in piena area si fa anticipare da Cossato per lo 0-2. Solo a questo punto, con la gara ormai compromessa, la Phoenix sembra svegliarsi dal torpore che l'ha attanagliata per quasi tutti i 90 minuti. Sempre Chevanton scatena il panico nella trequarti della Longobarda costringendo Viali al fallaccio. La punizione dello stesso attaccante gela Pelizzoli; ma il gol, in un primo tempo attribuito all' uruguayano è in realtà un colpo di genio del mitico Nestor Sensini . Sua l'impercettibile, ma decisiva, deviazione che spiazza il portiere. La Phoenix torna a sperare e si produce in un forcing finale da applausi. Ma al fischio finale è la Longobarda a portare a casa i tre punti. Meritatamente. La Phoenix festeggerà con un amaro panettone, lo champagne è tutto per i ragazzi del presidente Colletti.
DIAMANTE PHOENIX, ANZI...DI AMANTINO. Quarto gol stagionale di Alessandro Amantino Mancini e Phoenix che torna alla vittoria dopo cinque turni. Vincere sul campo della Isnello non è stato facile e, lo ammettiamo, il pari sarebbe stato il risultato più giusto per una partita in cui nessuna delle due squadre ha brillato.
(11/01/04, 10° giornata di Campionato).
Campionato. Isnello-Phoenix 0-1. Il 2004 inizia per la Phoenix coi migliori auspici, almeno in Campionato. Infatti, uscire da una partita strana com' è stata la sfida esterna con la Isnello con i tre punti in tasca è chiaramente un segnale positivo. Senza dubbio la fortuna ha arriso alla squadra di mister Accardi che, grazie ad una serie di fortunate coincidenze ha evitato il pari avversario, se non addirittura la sconfitta. Il tecnico, commentando la gara in un' intervista esclusiva rilasciata al sito ufficiale, (e chi altro poteva pubblicarla se no....) riconosce schiettamente che la mancanza di risultati che affligge la Phoenix da un po' di tempo (la vittoria mancava dalla 5a di andata) non è che lo specchio fedele del cattivo gioco espresso. "...e con la Isnello la situazione non è affatto migliorata. E sul banco degli imputati mi ci metto anch' io..." ha sentenziato il mister prima di scendere negli spogliatoi. Proprio alcune scelte tecniche del Presidente/allenatore sono state alquanto deleterie e potevano costare molto care alla Phoenix. Stiamo parlando dell' assurda decisione di confermare in porta Marco Ballotta nonostante la cattiva prestazione nell' ultima gara da lui disputata in Coppa di Lega e, ancora, nonostante dietro di lui scalpitasse un Frey in forma strepitosa. Le continue amnesie dell' anziano portiere, che probabilmente è incappato nella peggiore partita della sua pur lunga carriera, hanno infatti messo in serio pericolo il successo e solo gli straordinari della difesa schierata, forse per la prima volta nella storia della Phoenix, a 5 (quasi ci fosse il presentimento di una giornata no del portiere) hanno consentito di portare a casa il risultato. La partita si mette subito bene: è il 2° minuto quando Mancini, ben lanciato da Ventola, si incunea in area e batte l'incolpevole Pagliuca. Per la Isnello, per giunta scesa in campo in inferiorità numerica a causa degli improvvisi forfait dei centrocampisti Bresciano, Fusani e Maresca, è notte fonda. La Phoenix ben lungi dal sentirsi sicura grazie al precoce vantaggio, per giunta da gestire in superiorità, cade vittima di una ridicola paura di perdere trasmessa a tutto l'11 dalle numerose gaffes del guardiapali Ballotta. Su un innocua rimessa laterale il "Ballotun", quasi in preda ad un raptus, anticipa tutti i suoi difensori e si precipita a battere in prima persona mettendo in confusione il compagno che gli restituisce precipitosamente la sfera: a qual punto il portiere non trova meglio da fare che passare la palla sui piedi di Cruz. El Jardinero, solo in piena area, riesce a sprecare calciando alto facendo tirare un sospiro di sollievo alla Phoenix. Ahi noi se per l' Isnello ci fosse stato Chiesa (invece in panchina). E la confusione di Ballotta non è passata nemmeno durante i successivi assalti della Isnello volti a recuperare il risultato ma, grazie all' imprecisone di Cruz e Bazzani, anche loro non in forma smagliante, la sua porta rimane inviolata. La Isnello può anche recriminare per un netto rigore non assegnato all' onesto Bothroyd che, trattenuto da Diamoutene in piena area, pur non cadendo, non riesce a scoccare il tiro che poteva risultare decisivo. Se fosse caduto forse....
In chiusura di partita l' estremo difensore isnellese Pagliuca si guadagna la palma di migliore in campo dei suoi, negando il raddoppio a Ventola. Portiamo a casa così una vittoria tanto fortunata quanto preziosa. Come un diamante. Anzi, tenendo conto che non si tratta di una grande vittoria e che il suo autore è Mancini (al suo quarto centro stagionale, secondo in campionato) diremmo che più che diamante è "di amantino".
La Isnello di Carmelo di Gesaro oltre a poter recriminare per aver dovuto giocare in 10, paga anche la prolungata assenza del suo bomber Pippo Inzaghi. E, notizia dell' ultim'ora, la sconfitta con la nostra Phoenix ha convinto l'amico Carmelo ad affidare la squadra all' esperienza di Giovanni Galeone. Un sentito in bocca al lupo alla Isnello per il proseguo del Campionato.
NON SVENTOLA BANDIERA BIANCA. La Phoenix non molla, mai! Prima va sotto di due gol, in totale balia della Eagles. Nel 2° tempo rinasce insieme al goleador Ventola (che a doppietta, Del Piero, risponde con doppietta) e riesce a pareggiare un combattutissimo derby. E nel finale Chevanton spreca addirittura il rigore della vittoria.
(18/01/04, 11° giornata di Campionato).
Termina 2-2 il derby dalle mille sorprese. E chissà se qualcuno, alla luce degli eventi, avrà il coraggio di chiamarlo "pareggio di comodo" o addirittura di continuare a parlare di "conflitto di interessi" supponendo una Eagles del tutto asservita agli interessi della Phoenix. Sandro Accardi mette invece in campo un undici agguerrito con il chiaro obiettivo di battere il fratello Jimmy, conquistando la leadership familiare. Ma, tenendo da parte le beghe tra fratelli , i tre punti erano importantissimi per entrambe le squadre in chiave lotta per lo scudetto. La Phoenix infatti tirava fuori l' artiglieria pesante e, accantonata la difesa a 5 schierata l'ultima volta, ripresentava il tridente: a Martins e Chevanton si univa a sorpresa Nicola Ventola chiamato in extremis a sostituire gli infortunati Montella e Bonazzoli. Ma il 4-4-2 della Eagles prendeva subito il sopravvento e grazie alla superiorità a centrocampo schiacciava la nostra squadra nella sua area. Il tam tam delle aquile trovava i suoi frutti a metà primo tempo: fallo in piena area di D' Aversa su Del Piero e rigore che lo stesso odiatissimo Pinturicchio trasformava. La Phoenix si scuote e una verticalizzazione di Tedesco mette Chevanton in condizione di battere da buona posizione, ma il tiro si spegneva sul fondo. In apertura di ripresa la Eagles sembra chiudere i conti: Taddei perde ingenuamente palla, Rocchi va al cross dalla destra pescando il solito Del Piero che, solo al centro dell' area, trafigge Frey. Pochi minuti dopo, ancora Del Piero, poi Rocchi falliscono di un soffio la terza marcatura. Phoenix in totale balia della Eagles e Jimmy Accardi, come mai in precedenza, atterrito. Ma la Phoenix è dura a morire: Chevanton e Ventola decidono di prendere in mano la squadra e, pur non sorretti da un centrocampo all' altezza, e con un Martins del tutto abulico, riescono a cambiare la partita. Lancio millimetrico di Mancini in veste di regista arretrato, Chevanton arresta e serve Ventola che viene atterrato da Dainelli in area di rigore. Va su dischetto lo stesso Nicolino che accorcia le distanze. Ora la Phoenix ci crede, mentre la formazione di Sandro Accardi sembra accusare il colpo più del dovuto. Ancora Mancini vola sulla destra andando al cross, Ventola si precipita sul pallone e, sfruttando una colossale amnesia di Moro e Ignoffo che si ostacolano a vicenda, agguanta l' insperato pari. Phoenix in paradiso, Eagles disperata. Ma il bello doveva ancora venire: nel lungo recupero Dainelli decideva di lasciare il suo timbro personale sul match commettendo il secondo fallo da rigore, stavolta su Chevanton. L'arbitro era inflessibile: rigore ed espulsione. Sul dischetto si presenta stavolta l'uruguagio su cui era stato commesso il fallo ma, forse tradito dalla tensione, Cheva sprecava il match point sparando su Buffon. Fischio finale e 2-2 che lascia molti rimpianti ad entrambe le formazioni.
PHOENIX E TADDEI: COSE DA GRANDI. Taddei ci porta agli ottavi di Fanta Champions. Battendo 1-0 la El Diablo Real, raggiungiamo uno dei principali obiettivi stagionali, un traguardo a cui tenevamo molto. Cercheremo ora di migliorarci andando più avanti possibile, ma è già bello essere arrivati alla seconda fase della fantacompetizione più importante. Completa la festa "Sammy FL" la qualificazione della Clinton.
(25/01/04, 6° turno di FantaChampionsLeague).
Champions. Phoenix-El Diablo Real 1-0.
Che sofferenza, ma alla fine l' abbiamo spuntata. Superiamo 1-0 i co-provinciali della El Diablo Real (squadra della FFC Bagheria !) e, in virtù del vantaggio negli scontri diretti, la sorpassiamo in classifica accaparrandoci il secondo posto del girone che ci porta agli ottavi di Fanta Champions. Ma non è stato facile vincere, né era facile qualificarci. Alla vigilia dell' ultimo e decisivo turno infatti la Phoenix stazionava all' ultimo posto del girone con 5 punti, appaiata alla S.S. Obela (Zanni League Pescara)ma con una differenza reti peggiore e con 3 punti indietro rispetto al secondo posto occupato dalla El Diablo Real. Per la qualificazione era quindi essenziale la vittoria nei confronti della El Diablo. Ma anche la partita tra Obela e la leader (ormai qualificata) Padania (Lega Alegher Cinisello Balsamo) aveva la sua influenza poichè, vincendo, la Obela sarebbe andata ad 8 punti ed eventualmente, con 3 squadre ad 8 punti avrebbe avuto il suo rilievo la differenza reti che certo non ci vedeva avvantaggiati. Essendo essenziale vincere, la Phoenix decideva di rischiare il tutto per tutto e si presentava al match della vita con 3 attaccanti. La El Diablo rispondeva con un più prudente schieramento a due punte: ne veniva fuori un match molto combattuto, ma senza grandi occasioni né da una parte né dall' altra. La tensione, derivata dall' importanza della posta in gioco, frenava senza dubbio le due squadre. Dopo un primo tempo al cloroformio il secondo tempo vedeva la Phoenix provare a sbloccare il punteggio a suo favore; ma erano gli avversari ad avere l' occasione della vita: su un contropiede orchestrato da Fiore e Semioli, senza dubbio i migliori della El Diablo, Cannavaro toccava la palla con la mano e l'arbitro, inflessibile, fischiava il rigore. Su dischetto andava lo specialista Milanetto (peraltro ex della Phoenix) che, purtoppo per i suoi, si faceva ipnotizzare da Frey: paratona e risultato salvo. A questo punto la El Diablo si disuniva, ma era l' espulsione di Grosso, per un fallaccio su Taddei, a darle la mazzata finale. La nostra Phoenix a questo punto ci crede e, proprio nei minuti finali passa: azione ficcante di Rodrigo Taddei sulla destra, triangolo con D' Aversa e tiro a fil di palo del brasiliano che sorprendeva De Sanctis. I minuti che ci separano dal fischio di chiusura sembrano interminabili, ma alla fine è tripudio. Taddei sugli allori e Phoenix agli ottavi. Ma onore alla El Diablo (che con Rocchi, in forma strepitosa, in campo probabilmente avrebbe trionfato) che va comunque in Uefa. Il pari tra Padania e Obela ci attesta definitivamente al secondo posto con il team di Pescara eliminato.
Campionato. Phoenix-Juventud 0-0
Uno 0-0 importante. Ci tiene infatti al secondo posto, a soli 4 lunghezze dalla Clinton capolista. Certo, visti i risultati odierni (pari della stessa Clinton e sconfitte di Barcellona e Longobarda) una vittoria (peraltro sfumata per un'inezia) ci avrebbe permesso di guadagnare punti preziosi su tutti gli avversari. Ma le decisioni del mister Accardi di tenere fuori gente in forma come Santana e Cesar, e la strepitose parate di Toldo (fantavoto: 9), che neutralizza anche un rigore di Ventola (fantavoto: 5) ci fermano ad un passo dal bottino pieno (leggasi: 65,5!). Il match rispecchia in pieno il risultato, a parte il rigore e una paratona di Frey (f.v.:7) su Locatelli, tanta noia. Chiudiamo annotando l'esordio, nelle file della Juventud, del giapponese Nakata, alla vigilia oggetto del contendere tra diversi team della Sammy tra cui la Phoenix.
PHOENIX: RINASCHEVANTON !!!. Rinasce la Phoenix dopo la batosta subita contro la Clinton: nell' ultima gara del girone di ritorno superiamo per 3-0 la Procidese e raggiungiamo il Barcellona al secondo posto. Mattatore assoluto Chevanton autore delle prime due marcature.
(08/02/04, 14° turno di Campionato).
13° turno di Campionato. Clinton-Phoenix 5-0 (01/02/04)
Travolti dalla Clinton senza alcuna possibile scusante. Questo è il giusto modo di valutare l' esito del big-match della penultima giornata di ritorno che ci ha visti soccombere in modo netto sotto i colpi della squadra di Salvatore Macaluso. Alla vigilia le aspettative per la partita erano tante: occasione d'oro per ridurre ad uno i punti di svantaggio dal primo posto, ma anche per riscattarci dalla sconfitta interna che la Clinton ci inflisse all' andata. Il verdetto del campo è stato tutt' altro. Il solito Recoba, già nostro giustiziere nel precedente incontro, ha preso per mano la Clinton guidandola ad una vittoria schiacciante quanto meritata. L' uruguagio, irrefrenabile, va in rete due volte già nel primo tempo. La difesa della Phoenix è decisamente in giornata no (Mancini e Cannavaro inguardabili) e nella ripresa va definitivamente a picco: Pirlo, Shevchenko ed ancora Recoba su rigore ci rifilano una cinquina umiliante. Dei nostri salviamo solo le punte Chevanton e Bojinov che hanno comunque tentato di rendere meno pesante il passivo.
14° turno di Campionato. Phoenix-Procidese 3-0 (08/02/04)
Quello contro la Procidese era l'ultima partita interna del campionato e per la Phoenix era essenziale salutare i tifosi con un successo. Questo lo stato d' animo con cui la nostra squadra, reduce dalla disfatta con la Clinton, andava ad affrontare un match molto importante per i futuri esiti del campionato. E la Procidese era forse la peggiore squadra da affrontare in questo momento. Il club di Stefano Procida coi suoi 4 risultati utili consecutivi, tra i quali il 2-2 con la capolista Clinton e, nell' ultima partita, il secco 3-1 inflitto alla Longobarda non ci faceva certo dormire sogni tranquilli. Probabilmente, proprio la consapevolezza della forza dell' avversario, unita alla necessità assoluta di fare risultato pieno, sono state le armi in più della Phoenix. Mister Accardi decideva per un assetto più prudente e accantonava il tridente per proporre un centrocampo più coperto. La Procidese si presentava col suo solito tridente che vedeva a fianco del leader Gilardino, la coppia Iaquinta - Tare annunciata in grande forma. La partita si metteva subito bene, per fortuna, con Chevanton, lanciato in area da Ledesma, in gol dopo pochi minuti. La Procidese, sottotono rispetto alle ultime uscite, non reagiva e il primo tempo si chiudeva con il minimo scarto. Ripresa sulla falsariga della prima frazione con la Phoenix che badava principalmente a controllare. Con il solo Chevanton a prendere iniziative arriviamo alla mezz'ora della ripresa: fuga dell' uruguagio, dribbling vincente sul connazionale Montero che, ultimo uomo, lo stende al limite dell' area. Espulsione del fallosissimo difensore procidese e punizione dal limite: ancora Chevanton realizza con una traiettoria degna del miglior Maradona. A tempo scaduto il tris firmato Mancini che spingeva in rete un pallone maldestramente ciccato da Tudor. La classifica, alla vigilia del girone decisivo in campo neutro, ci vede al secondo posto appaiati al Barcellona (oggi sconfitto dalla Juventud) a 5 punti dalla Clinton (che agguanta in extremis il pari in casa della Longobarda).