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Phoenix Star Società Fantacalcio    La filosofia  

 

L' attuale filosofia fantacalcistica della Phoenix può così riassumersi: linea verde e scelta dei giocatori basata sul tifo calcistico. Il che vuol dire ostracismo totale nei confronti di juventini e milanisti.  Una decisione del genere apparirà ai più come qualcosa tendente al "suicidio"; cioé: "come si può rinunciare ' in toto ' ai giocatori delle squadre che hanno dominato il calcio italiano negli ultimi 15 anni e sperare di vincere?" .

 

E' opportuno ricordare che questa politica anti-grandi non era certo stata adottata sin dall' inizio (ah l'inesperienza...). Anzi, giocatori come Antonio Conte (Juve) o Mauro Tassotti (Milan) hanno dato un contributo determinante per il primo grande successo della nostra fantasquadra (vittoria nel terzo campionato). 

 

La decisione è maturata quando ho capito che non ce la facevo proprio a gioire per un gol del rossonero Albertini o a sperare in una bella prestazione del bianconero Ferrara, nonostante li avessi in squadra.... Troppo antipatici certi club che devono vincere a tutti i costi e , quando non ce la fanno con i propri mezzi, trovano sempre un buon fischietto sulla loro strada (cito due delle migliaia di situazioni verificatesi negli ultimi dieci anni: rigore negato a Ronaldo per fallo di Iuliano in Juve-Inter del 98 e l'assurdo rigore assegnato a Tomasson per un fortuito scontro con Balli in Empoli-Milan del 2004.....). Alla Phoenix piacciono le vittorie limpide, sudate, vere! I milanisti e gli juventini li lasciamo volentieri alle altre fantasquadre.

 

Inoltre, col passare del tempo, abbiamo capito che c'è più divertimento a puntare sui giovani e sui calciatori meno conosciuti. Che, peraltro, sono spesso più forti di quelli delle big. Anzi spesso capita che un giocatore, preso dalla Phoenix a pochi crediti, vada, qualche anno dopo, a finire proprio alle grandi se non in nazionale (Nedved, alla Phoenix nel 97, alla Juve nel 2001; Di Francesco Pho 95/ Roma nel 96, ma anche Nesta, Chevanton, Bazzani, Corradi, Perrotta, ...).

 

Sono gli stessi creatori del Fantacalcio, inoltre, ad incoraggiare una simile filosofia: citiamo in maniera pedissequa la 5a edizione del libro Serie A-Fantacalcio (anno di grazia 1994) delle edizioni Studio Vit (appunto, i padri fondatori del Fantacalcio); a pag. 56, nella parte dedicata al calciomercato troviamo la seguente affermazione: "Che gusto c'é ad avere una squadra composta da giocatori come Maldini, Baggio, Zola, Signori e Gullit (oggi potremmo dire: Maldini (!), Totti, Del Piero, Shevchenko e Trezeguet ndr). Mettere insieme una simile accozzaglia di talenti dichiarati è un gioco da ragazzini. Lo spirito di Serie A (leggasi del Fantacalcio ndr) è un altro". Credo che aggiungere qualsiasi altro commento sia superfluo.

 

Tornando all' affermazione iniziale. E' una filosofia suicida costruire una fantasquadra senza juventini e milanisti e, magari, riducendo al minimo, quelli di Inter, Roma e Lazio? Certamente no, visto che la Phoenix è comunque arrivata al successo senza i "pizzardoni" delle big.  Una filosofia orientata verso la scelta di giocatori che piacciono e non verso quelli che si pensa "possano farti vincere" (Totti, Vieri, Nesta e nazionali vari) non è necessariamente perdente.

 

Infine, parte integrante della filosofia "made in Phoenix" è l' affezionarsi ad alcuni giocatori che, scoperti dalla nostra fantasquadra, ne diventano bandiere. E' successo in passato con Ciro Ferrara (quando era al Napoli), Nesta (Lazio), Javier Zanetti, Nedved (Lazio) oggi con i vari Montella, Frey, Mancini....  Ovvio che nessun giocatore è indispensabile (anche per non fare il gioco degli avversari che ti fanno pretestuosamente l'asta alla loro scadenza); ma siamo fieri dei grandi campioni che hanno legato in modo inscindibile il loro nome ai grandi successi del nostro fantaclub.